COMUNICATO STAMPA



COMUNICATO STAMPA

Intesa UCEI-ANPI e manifesto dei riformisti del PD: un quadro che non soddisfa.

Il NES Noi Ebrei Socialisti ha esaminato il comunicato congiunto UCEI-ANPI del 28 luglio e ne apprezza sinceramente l'intento. Che dopo le gravi tensioni del 25 aprile i canali di dialogo si siano riaperti è di per sé un fatto positivo: il rapporto tra la rappresentanza dell'ebraismo italiano e la memoria della Resistenza — alla quale i combattenti ebrei e la Brigata Ebraica hanno dato un contributo di sangue — è un patrimonio della democrazia, e l'interesse dichiarato ad avviare un percorso congiunto verso il 25 aprile 2027 è un seme che merita di essere coltivato. Auspichiamo davvero che da questo incontro qualcosa si muova in senso positivo.

Ma il merito dell'intesa non convince. 
I "punti di convergenza" elencati sono in gran parte pleonastici: dover mettere per iscritto l'adesione all'articolo 3 della Costituzione, o "ribadire" il ruolo storico della Brigata Ebraica nella lotta al nazifascismo, significa certificare — senza mai nominarlo — il problema che si pretende di risolvere. Soprattutto, l'impegno "reciproco" ad abbassare i toni mette sullo stesso piano ciò che comparabile non è: da un lato una pratica sistematica e reiterata nel tempo da parte della società civile e delle istituzioni — l'apertura dei cortei alla galassia pro-Pal, l'equiparazione tra resistenza partigiana e "resistenza palestinese", l'esclusione di fatto dal 25 aprile della componente ebraica che, invitata ma poi isolata, minacciata verbalmente e fisicamente, non può sfilare nella piazza per motivi di sicurezza ed è costretta a lasciare il corteo prima della conclusione — dall'altro un episodio individuale, subito isolato e condannato dalla stessa comunità ebraica. Un'intesa senza riconoscimento di responsabilità e senza scuse da parte dell'ANPI è un accordo sui toni, non sulla verità: e rischia di sfaldarsi alla prima tensione, senza garantire nemmeno la partecipazione in sicurezza degli ebrei alle prossime celebrazioni della Liberazione.

Nello stesso giorno, è stato pubblicato e diffuso il manifesto dei riformisti del PD, che dichiara sostegno all'opposizione israeliana chiedendo però all'Unione Europea di sospendere gli accordi di collaborazione con Israele: esattamente la misura che quell'opposizione respinge, perché colpisce la società civile che ne è la base e regala al Likud l'argomento elettorale dell'assedio, a tre mesi dal voto del 27 ottobre.

Due vicende separate e distinte, un quadro purtroppo non soddisfacente, mentre l'antisemitismo si radica e si spande nella società.

Noi Ebrei Socialisti rilanciamo qui la nostra proposta per il Medioriente: trasformare il conflitto armato in un conflitto-confronto culturale, ovvero fare degli Accordi di Abramo un negoziato dal contenuto culturale elevato, non solo mercantile, tra ebraismo e islam. Adottare il metodo della Trattativa Unilaterale e Permanente significa assumersi la responsabilità di trattare sempre, per raggiungere un accordo e per risolvere un conflitto, anche quando l'altra parte non è ancora disponibile.

La pace tra le memorie — come la pace tra i popoli — non si costruisce “abbassando i toni”, ma estirpando la falsa propaganda e ricostruendo conoscenza, verità e giustizia.

Per questo, per rimarginare la frattura del 25 Aprile, al Partito Democratico e all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Noi Ebrei Socialisti chiediamo un atto di responsabilità, che consiste nel condividere ed esercitare con noi una Memoria che guarda al futuro, mondata da ogni forma di antisemitismo.

Noi Ebrei Socialisti
Gherush92 Comitato per i Diritti Umani



NES Noi Ebrei Socialisti

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Data: 2026-07-29
Autore: NES Noi Ebrei Socialisti

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