COMUNICATO STAMPA 2
COMUNICATO STAMPA
La Resistenza, un valore insuperato,
un contributo strategico.
Sono bastati pochi giorni. L'intesa tra ANPI nazionale e UCEI — un documento già debolissimo, costruito sul poco o nulla — è stata smentita nei fatti dalle sue stesse sezioni. Da Torino a Maglie, da Milano ai comitati provinciali ANPI, numerose prese di posizione virulente e apertamente antisemite hanno fatto a pezzi l'accordo prima ancora che l'inchiostro fosse asciutto. La base ha detto senza filtri ciò che i vertici non avevano il coraggio di scrivere:
ANPI Valle Imagna Sezione Anna Papis https://www.facebook.com/share/p/197ctLJGBx/
ANPI Milano Città Studi - Sezione 25 Aprile https://www.facebook.com/share/p/1ANTD3yhc4/
ANPI Provinciale di Milano https://www.facebook.com/share/p/1DKx2NqgAN/
Anpi Nizza Lingotto https://www.facebook.com/share/p/1DF8S32m7B/
Anpi Quinto Nervi S.Ilario https://www.facebook.com/share/p/1HdXQs62Lt/
Anpi 7 martiri Venezia https://www.facebook.com/anpi7martiri/?locale=it_IT
Il ruolo dei combattenti ebrei liquidato come "insignificante". L'esposizione di una bandiera definita "provocazione" e di un'altra definita "resistenza". L'esclusione dai cortei di chi non accetti di rinnegare una parte di sé, teorizzata nero su bianco. E c'è chi arriva a scherzare sulle pallottole.
Diciamolo senza le cautele di rito: questo è antisemitismo, perché dopo la Shoah l’antisionismo è una forma socialmente accettabile in cui si esprime l’odio contro gli ebrei. Ma non esiste un antisionismo accettabile e uno degenerato. L’antisionismo è la negazione al solo popolo ebraico di ciò che a ogni altro popolo si riconosce come ovvio: avere diritto (confermato dall’Onu nel 1947) ad una propria nazione. Si tratta del vecchio antisemitismo di cui è pervasa la società italiana, cambiano il lessico, le bandiere, le giustificazioni morali, mai la sostanza.
Permane una diffusa ignoranza della storia ebraica, la logica del “genocidio” e di un Israele criminale. Persistono l’accusa di cospirazione e che il Sionismo sia razzismo, fascismo e il nemico dei partigiani. Persistono le false calunnie costruite ad arte in secoli di antisemitismo cristiano e in decenni di antisionismo. Le medesime accuse che ascoltammo alla Conferenza dell'ONU contro il razzismo di Durban, nel 2001.
Le rigettammo allora e le rigettiamo adesso.
Ma c'è di peggio, ed è la cosa più odiosa. La falsa tesi del genocidio del popolo palestinese viene propagandata come verità acquisita e — questo è il punto — accostata alla Shoah. Gli ebrei trasformati nei nuovi carnefici, lo sterminio del popolo ebraico ridotto a metafora da spendere in piazza per ottenere un facile consenso. È revisionismo puro. E lo pratica proprio chi si proclama depositario della storia e custode della memoria, chi ha costruito la propria autorevolezza sul dovere di ricordare. Nessuno ha più responsabilità di loro, e nessuno la sta tradendo di più.
Un punto va poi chiarito una volta per tutte. L'UCEI è l'organismo di rappresentanza delle Comunità ebraiche italiane, non il gendarme delle iniziative legali che singole componenti del mondo ebraico decidono legittimamente di intraprendere. Pretendere che risponda di un esposto presentato da altri significa attribuire a un intero corpo collettivo la responsabilità degli atti dei suoi membri. È un meccanismo antico, e ha un nome preciso. Nessun'altra associazione italiana verrebbe mai trattata così.
E rivolgersi a un tribunale non è "alzare i toni": è ciò che si fa in uno Stato di diritto quando si ritiene di aver subito un torto. Definirlo provocazione significa dire agli ebrei che perfino il ricorso alla legge, per loro, è un privilegio da negoziare.
Il dato di fatto è incontrovertibile: decine di comunicati di circoli in tutto il territorio che attaccano l’UCEI, la brigata ebraica, gli ebrei. I commenti sono pesantissimi. L’ANPI ha scelto la strada della rottura con gli ebrei.
Resta il nostro fermo desiderio: che l'ANPI la smetta, subito. Che smetta con l'antisemitismo che si dice antisionismo, che smetta di stabilire quali ebrei siano frequentabili e quali no.
Il punto di partenza è uno solo: l'identità ebraica non è sostituibile né negoziabile, e non spetta ad altri deciderne il contenuto.
L'ANPI è una costola di una sinistra che con gli ebrei deve tornare presto sui propri passi. Presto, finché è possibile. Perché un'associazione che entra ogni giorno nelle scuole e si presenta come maestra di memoria sta educando masse di giovani a forme molteplici e multicolori di antisemitismo: quello che si crede di sinistra, quello che si crede antifascista, quello che si crede persino umanitario. Sono forme diverse, ma il punto d'arrivo è uno solo. E potrebbe essere un punto di non ritorno.
Noi lo diciamo adesso, mentre siamo ancora in tempo.
La Resistenza è un valore insuperato del Novecento, un contributo strategico, fondante della nostra Repubblica e costituzione democratica.
NES Noi Ebrei Socialisti
Gherush92 Comitato per i Diritti Umani
NES Noi Ebrei Socialisti
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Data: 2026-08-03
Autore: NES Noi Ebrei Socialisti


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