COMUNICATO STAMPA 5
COMUNICATO STAMPA 5
L'ANPI in piazza contro il Popolo Ebraico
Il 28 luglio u.s. l'Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sottoscriveva con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane un comunicato congiunto nel quale si dichiarava la condanna di qualsiasi forma di razzismo e discriminazione e l'impegno ad abbassare i toni del confronto pubblico. Il prossimo 9 settembre però l'ANPI Nazionale sarà davanti a Montecitorio, insieme a oltre cento sigle, a manifestare contro il disegno di legge sull'antisemitismo. Sei settimane, tanto è durata “l'intesa”, che peraltro aveva trovato forti opposizioni fra gli iscritti ANPI, a dimostrazione della diffusione dell’antisemitismo fra le sue fila.
Non immaginavamo che quel fragile accordo si sarebbe sfaldato ancor prima dell'autunno. Sottoscrivere con l’UCEI un’intesa contro il razzismo e poi scendere in piazza per boicottare il ddl contro l’antisemitismo è un disonore, una vergogna.
Il razzismo è di nuovo al centro dello scontro politico. Il ddl certo non risolve la questione antisemitismo, che è ben più ampia e complessa. Ma va sostenuto e appoggiato perché con le sue linee guida rappresenta un riferimento legislativo, formativo ed educativo, in particolare nelle scuole d’Italia dove il rischio di propaganda è altissimo.
E proprio l’ANPI, che con quel nome prestigioso celebra i valori della Resistenza, oggi si mette alla testa di un diffuso movimento antisemita che si muove indisturbato tra la negazione del diritto del popolo ebraico ad autodeterminarsi, esistere e difendersi, l'equazione sionismo uguale razzismo, e l’accusa di genocidio, colonialismo e apartheid, troppo spesso ignorando ad arte l'obbligo di distinguere tra Popolo, Governo e Stato.
Nel Comunicato ANPI del 7 settembre, con il quale dichiara la sua adesione e partecipazione al presidio contro il ddl "Contrasto all'antisemitismo", si legge:
“Quanto sta avvenendo a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra.
Inoltre la violenza scatenata dai coloni, appoggiata dalle forze militari di Israele nei territori della Cisgiordania, è intollerabile, è contro il diritto internazionale, è contro tutte le risoluzioni dell'ONU ed è volta solo al progetto di distruzione totale o parziale di una intera popolazione.”
Noi Ebrei Socialisti chiediamo che l’ANPI ritiri queste calunnie. Chiediamo che l’ANPI porti le prove o citi le fonti (fonti accreditate, che non siano il ministero della salute di Hamas) di ciò che dichiara e sostiene. Queste false accuse unilaterali, che non fanno che istigare odio, non trovano riscontro o sostegno negli organismi internazionali deputati ad indagare sui crimini di guerra.
Chiariamo subito: l’autodeterminazione del popolo ebraico, la memoria della Shoà e la parità dei diritti civili sono tre pilastri irrinunciabili e non negoziabili. Sono radice e fondamento dell’emancipazione ebraica, che è un unicum, un’unica Storia di migliaia di anni.
Un esempio valga per tutti: le Nazioni Unite — le stesse cui oggi tanti si richiamano a difesa dei palestinesi — approvarono nel 1975 la risoluzione 3379, che sanciva l'equivalenza tra sionismo e razzismo. Nel 1991 la stessa Assemblea Generale la revocò, riconoscendola per quello che era: uno strumento di legittimazione dell'odio antiebraico. L'ANPI si mobilita oggi per riportare in vita, per via di piazza, ciò che la comunità internazionale ha cestinato trentacinque anni fa.
Non esiste un antisemitismo del secolo scorso. Ciò che accade oggi è accaduto ieri e ciò che è accaduto ieri accade oggi. Chi colpisce Israele di accuse infamanti e calunniose colpisce il popolo ebraico. Chi invoca la “libertà” per manifestare razzismo e antisemitismo, colpisce il popolo ebraico: e viola i diritti umani e civili, ieri, oggi e domani.
Preservare il ricordo del 25 aprile è una cosa seria. L'ANPI, che oggi coordina la maggior parte delle manifestazioni per la celebrazione del Giorno della Liberazione nelle piazze italiane, continua ad alimentare letture ed interpretazioni distorte dei fatti e un revisionismo della memoria per scopi politici.
Noi Ebrei Socialisti chiediamo che l'organizzazione delle celebrazioni del Giorno della Liberazione torni alle istituzioni della Repubblica e ai Comitati unitari che comprendono tutte le componenti dell'antifascismo, inclusa quella ebraica, che partecipò alla lotta al nazifascismo con i combattenti ebrei della Resistenza e con la Brigata Ebraica.
Noi Ebrei Socialisti chiediamo che l'ANPI sia esclusa dal ruolo di principale soggetto organizzatore e che siano sospese le attività didattiche dell’ANPI nelle scuole fino a quando non compirà un atto di pubbliche scuse, per aver calunniato e diffamato Israele, il suo esercito e tutto il suo popolo, diaspora compresa.
Leggi
NES Noi Ebrei Socialisti
Gherush92 Comitato per i Diritti Umani
NES Noi Ebrei Socialisti
Per leggere Il Manifesto (clicca qui)
Seguici: Blog NES - Canale WhatsApp NES
Data: 2026-09-8
Autore: NES Noi Ebrei Socialisti


Complimenti
RispondiEliminaComplimenti
RispondiElimina