NOI EBREI SOCIALISTI E IL CENTRO INTERNAZIONALE DI BRERA PRESENTANO IL MANIFESTO APPELLO del NES 25 Kislev 5784; 7 dicembre 2023 Noi Ebrei Socialisti Considerando che l’antisemitismo riesplode in Europa nei media, nel mondo istituzionale, accademico, civile, della produzione, nel mondo politico di destra e di sinistra, con le antiche motivazioni, accuse, modalità, che hanno radici nell’antisemitismo cristiano e ancora più lontano nel tempo; rimbomba in medio oriente con la propaganda di Hamas e di altri movimenti militanti islamisti dichiaratamente antiebraici, una variazione sul tema, che reinterpreta stesse modalità e pregiudizi antiebraici di matrice cristiana, fascista e nazista; riecheggia lontano nel mondo, alimentando l’odio antiebraico che per secoli ha discriminato, perseguitato, eliminato gli ebrei nel pensiero e/o nell'azione. Considerando anche che si ripetono atti contro gli ebrei o contro i beni materiali o immateriali di ebrei, come per es. pietre di inciampo bru...
MONTE SOLE NON SI STRUMENTALIZZA Contro il Revisionismo travestito da Pacifismo Il NES Noi Ebrei Socialisti esprime profonda indignazione per l’annunciata Manifestazione Marzabotto - Monte Sole organizzata "per Gaza", che si profila come l’ennesima, inaccettabile provocazione revisionista. Da tempo assistiamo con crescente preoccupazione a un tentativo sistematico – ora persino avallato da diversi esponenti della sinistra istituzionale – di svuotare di senso la memoria della Resistenza italiana e di piegarla a narrazioni ideologiche estranee al contesto storico. Si arriva perfino a strumentalizzare la strage di Marzabotto, compiuta dall’esercito nazista in ritirata contro la popolazione civile inerme, per imbastire e giustificare un paragone con la guerra tra Israele e Hamas. È un insulto alla verità storica e un oltraggio alla memoria delle vittime. Parlare di “genocidio” a Gaza mentre si ignora il ruolo di Hamas – un’organizzazione che ha nel suo statuto la finalità di can...
DUE MINUTI DI ODIO AL GIORNO La Sinistra che non fa teshuvà A partire dallo sciopero generale dello scorso 22 settembre, abbiamo osservato un cambiamento nei cortei pro Palestina. Sempre più spesso la polizia è costretta a respingere le frange più violente con idranti e lacrimogeni. A Milano, durante la seduta del consiglio comunale che doveva votare un ordine del giorno proposto dal consigliere Carlo Monguzzi per interrompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv e a Udine, in occasione della partita di calcio Italia-Israele, abbiamo assistito a fenomeni di guerriglia urbana durati fino a tarda notte. La mozione a Milano è stata comunque respinta dalla maggioranza dei consiglieri che intende mantenere l’amicizia storica con la città di Tel Aviv. Siamo chiaramente di fronte a qualcosa che oltrepassa la richiesta di pace in Medioriente o quella di riconoscere lo stato palestinese. Ciò a cui assistiamo richiama alla mente i “due minuti di odio” di cui parlava George Orwell nel romanzo 198...
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