NOI EBREI SOCIALISTI E IL CENTRO INTERNAZIONALE DI BRERA PRESENTANO IL MANIFESTO APPELLO del NES 25 Kislev 5784; 7 dicembre 2023 Noi Ebrei Socialisti Considerando che l’antisemitismo riesplode in Europa nei media, nel mondo istituzionale, accademico, civile, della produzione, nel mondo politico di destra e di sinistra, con le antiche motivazioni, accuse, modalità, che hanno radici nell’antisemitismo cristiano e ancora più lontano nel tempo; rimbomba in medio oriente con la propaganda di Hamas e di altri movimenti militanti islamisti dichiaratamente antiebraici, una variazione sul tema, che reinterpreta stesse modalità e pregiudizi antiebraici di matrice cristiana, fascista e nazista; riecheggia lontano nel mondo, alimentando l’odio antiebraico che per secoli ha discriminato, perseguitato, eliminato gli ebrei nel pensiero e/o nell'azione. Considerando anche che si ripetono atti contro gli ebrei o contro i beni materiali o immateriali di ebrei, come per es. pietre di inciampo bru...
Sᴀʀᴀ̀ ᴅɪғғɪᴄɪʟᴇ ᴘᴇɴsᴀʀᴇ ᴀᴅ ᴜɴ ғᴜᴛᴜʀᴏ ɪɴ ᴜɴᴀ ᴛᴇʀʀᴀ ᴅᴏᴠᴇ ᴘᴇʀ sᴇɴᴛɪʀᴛɪ ᴀʟ sɪᴄᴜʀᴏ ᴅᴇᴠɪ ᴀssɪᴄᴜʀᴀʀᴛɪ ᴄʜᴇ ᴛᴜᴛᴛɪ ɪ ᴛᴜᴏɪ ᴠɪᴄɪɴɪ sɪᴀɴᴏ ɪɴ ғɪᴀᴍᴍᴇ…
RispondiElimina«E in questo abisso si compie il paradosso tragico di Israele, forse la più grande miopia strategica del nostro secolo.
La sua è l'illusione fatale della sicurezza assoluta.
Colpendo ovunque e preventivamente, Israele crede di estirpare la minaccia, ma la sicurezza assoluta in un ecosistema così interconnesso coincide semplicemente con la guerra perpetua.
Israele potrebbe vincere ogni singola battaglia tattica, dimostrando una supremazia tecnologica incontrastabile, ma così facendo sta perdendo l'unica scommessa che per il suo popolo, forse, in principio, contava davvero: quella della propria normalizzazione.
Il suo destino, se riuscirà a resistere all’impatto iraniano, sarà quello di trasformarsi in un'iper-Sparta contemporanea.
Una nazione-guarnigione, invincibile ma condannata a dormire per l'eternità con un occhio aperto e il dito sul grilletto; chiusa in un'armatura militare così pesante e spessa da finire per soffocare chi la indossa.
Sᴀʀᴀ̀ ᴅɪғғɪᴄɪʟᴇ ᴘᴇɴsᴀʀᴇ ᴀᴅ ᴜɴ ғᴜᴛᴜʀᴏ ɪɴ ᴜɴᴀ ᴛᴇʀʀᴀ ᴅᴏᴠᴇ ᴘᴇʀ sᴇɴᴛɪʀᴛɪ ᴀʟ sɪᴄᴜʀᴏ ᴅᴇᴠɪ ᴀssɪᴄᴜʀᴀʀᴛɪ ᴄʜᴇ ᴛᴜᴛᴛɪ ɪ ᴛᴜᴏɪ ᴠɪᴄɪɴɪ sɪᴀɴᴏ ɪɴ ғɪᴀᴍᴍᴇ…»
Lavinia Marchetti, "Il suicidio perfetto dell'Occidente"
Rifletto a lungo sugli accadimenti che ci stanno attraversando e su queste parole di Lavinia Marchetti.
In termini più profondi, potremmo dire che il conflitto si irrigidisce quando l’altro non è più riconosciuto come soggetto, ma solo come portatore di minaccia.
È qui che si consuma la frattura più grave: la perdita della capacità di simbolizzare l’altro, di pensarlo, di rappresentarlo al di là del pericolo che incarna.
La difesa finisce per produrre proprio ciò che vorrebbe scongiurare.
L’agire preventivo, se guidato da una logica traumatica, rischia di alimentare il circuito della ripetizione: si colpisce per non essere colpiti, ma così facendo si contribuisce a perpetuare un mondo in cui il colpo è inevitabile.
Forse una via, fragile ma necessaria, passa da qui: dal recupero della capacità di ri-pensare il nemico, senza ridurlo a pura minaccia, dal tollerare l’angoscia senza tradurla immediatamente in azione, dal riaprire uno spazio in cui il futuro non sia soltanto la proiezione del passato traumatico.
U𝙣 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 diverso 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙡𝙖 𝙨𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖 𝙨𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙞𝙣𝙘𝙞𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙡𝙖 𝙙𝙞𝙨𝙩𝙧𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙡𝙩𝙧𝙤, 𝙚 𝙩𝙤𝙧𝙣𝙖 𝙖 𝙞𝙣𝙩𝙧𝙚𝙘𝙘𝙞𝙖𝙧𝙨𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙡𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩à – 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙞𝙣𝙘𝙚𝙧𝙩𝙖, 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙞𝙣𝙘𝙤𝙢𝙥𝙡𝙚𝙩𝙖 – 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙫𝙞𝙫𝙚𝙣𝙯𝙖.
Ma non si diceva che l'errore era stata l'acquiescenza di B. N. verso la dirigenza palestinese (Hamas) eletta in libere elezioni a Gaza ? Ad ogni modo, è vero, l'autentica pace arriverà quando i paesi della regione - da quelli arabi alla Turchia e all'Iran - riconosceranno la legittima esistenza dello stato di Israele e questo definirà, con o senza accordi con l'ANP, i suoi confini senza più zone giuridicamente ibride.
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