MANIFESTO PER IL 1° MAGGIO
Manifesto Maki per il 1° Maggio
Per l'unità d'azione della classe lavoratrice
nella lotta per "Pane, Libertà e Pace"
Manifesto per il Primo Maggio
"Quello che è stato è pure quello che sarà, ciò che si è fatto si tornerà a fare ancora, perché non c'è nulla di nuovo sotto il sole" (Kohelet 1,9).
Noi Ebrei Socialisti non dimentichiamo l'agognata speranza dei nostri Padri e delle nostre Madri di raggiungere comprensione e riconoscimento reciproco fra le nazioni in Medio Oriente. Questo sogno ci commuove, fa riflettere, è uno stimolo costante ad immaginare oltre la crisi.
La Sicurezza, a gran voce evocata, non è un miraggio solitario isolato dai contesti e dalle rivendicazioni sociali e politiche, ma è un sogno vivo di uguaglianza nella diversità che si conquista lottando per obiettivi comuni, per il benessere materiale e culturale. Questa legittima aspirazione Noi Ebrei Socialisti da tempo poniamo al centro delle riflessioni, promuovendo l’avvio di una Trattativa Culturale Permanente fra ebrei e arabi in Medio Oriente (cfr. Il Manifesto Appello del NES).
Noi Ebrei Socialisti chiediamo che in Eretz Israel sia introdotto il "Primo Maggio Festa dei Lavoratori". Sia questo il segnale della svolta culturale e della rinascita del Socialismo Ebraico.
Lavoro, Libertà, Pane, come recita il Manifesto Maki per l'unità d'azione della classe lavoratrice, nella cornice della Diversità Culturale finalmente riconosciuta, tornino ad essere oggetto di lotta comune, cosicché donne e uomini, arabi ed ebrei, lavoratori insieme, "Essi forgeranno le loro spade in vomeri d'aratro e le loro lance in falci. Una nazione non alzerà più la spada contro un'altra, e non impareranno più la guerra." (Isaia 2, 4).
Buon 1° Maggio!
NES Noi Ebrei Socialisti
Gerush92 Comitato per i Diritti Umani
Per leggere Il Manifesto (clicca qui)
Per info scrivi a +39 371 349 8062 (WA) o gherush92@gmail.com
Data: 2026-05-1
Autore: NES Noi Ebrei Socialisti

Che si torni presto ai valori del lavoro, della pace, dell'uguaglianza nella diversità.
RispondiEliminaIn Israele, paese nato socialista, il primo maggio si festeggiava come festa popolare, poi il clima politico cambiò e la festa venne soppressa come festa nazionale. Chi ricorda in che anno avvenne?
RispondiEliminaGrazie
Marina Marini
' si festeggiava come festa popolare' data la passata egemonia della sinistra sionista (nelle sue varie correnti, da laburisti-socialisti a comunisti), e tuttavia non risulta mai essere stata festa 'd'obbligo', o sbaglio ? ... oggi certo rappresenterebbe occasione per cittadini israeliani di diversa appartenenza culturale di ritrovarsi, e forse proprio per questo invisa da partiti al potere...
EliminaMolto bello e giusto. 'Purtroppo' oggi il Maki è in Hadash, con le note posizioni, certo distanti da quelle espresse dal Nes... chissà però che un domani Hademokratim (Avodà-Merez) on riescano a fare di nuovo coalizioni larghe includendo anche la sinistra non/post sionista... JS
RispondiElimina#annotazioni di democrazia diretta
RispondiEliminaContestare le guerre e il riarmo è necessario ma non sufficiente: occorrono politiche attive di pace. E se i governi fanno le prime ai popoli tocca fare le seconde. Anche attraverso forme di democrazia diretta, come la proposta di legge di iniziativa popolare.
Per questo è necessario sottoscrivere personalmente - e far sottoscrivere a tutti, ovunque - la legge per la Difesa civile, non armata e nonviolenta, Un'altra Difesa è possibile, qui:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008?fbclid=IwdGRjcARkMhtjbGNrBGQyFmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHuxYIXfIPvSHNyY1IL7mnrNGer719TZXWkhhD0mEszJnkVw3bzQRCOJb89Dx_aem_QF6YYpOwNYtp0GqQlkGq6w