RUBRICA LETTERA 22 La parola ai Lettori
LETTERA 22, 1954.
L'antisemitismo è un fenomeno niente affatto accidentale, inaspettato o occasionale; tanto meno è frutto dell'ignoranza, come spesso viene detto. L'antisemitismo è ideato, costruito e diffuso con rigore, a "regola d'arte"; eppure conserva, per chi lo subisce e per qualche osservatore amico, come M. R. del NES che ci racconta questa storia, un tratto paradossale parossistico e perfino surreale che nasce quando una menzogna o, peggio, la calunnia, quale è il pregiudizio antisemita, si diffonde fra la gente.
Ma, attenzione, sia chiaro: mentre la citata leggenda dei pishtacos (in quechua massacratori tagliagole), raffigurati come cattivi bianchi conquistadores o frati, nasce da una reazione delle vittime, gli indigeni, nei confronti degli invasori spagnoli cristiani, la evocata invasione dei cattivi "sionisti" è un attacco mirato dei persecutori antisemiti di sempre.
Buona Lettura!
NES Noi Ebrei Socialisti
Gherush92
L'invasione dei Pishtacos ... e dei Sionisti
Una mattina di alcuni anni fa, il quartiere di 250.000 abitanti in cui vivevo, si svegliò come sempre, le radio dei vicini a massimo volume, i suoni dei venditori di latte, pane e tamales. Il grigio cielo invernale e la permanente sabbia che iniziava, una volta aperte porte e finestre, a permeare incessantemente ogni angolo delle nostre vite. Vivevo in un deserto, nella periferia popolare a sud di Lima. La popolazione era soprattutto di origine andina e pur trasferitasi in una metropoli costiera, aveva portato con sé le tradizioni, i miti ed i sapori delle terre d’origine. I tempi erano tetri: crisi economica, insicurezza, violenza, terrorismo. Comunque, quella mattina verso le 9,00 cominciò a girare la notizia che un gruppo di “gringos” erano entrati nel cortile di una scuola ed avevano rapito dei bambini. A poco a poco la notizia divenne virale, i “gringos” erano stati visti ovunque, i bambini ritrovati cadaveri e privi degli occhi. Riemerse tra tutti l’antica leggenda dei “Saca ojos” (togli occhi) e quindi dei “Pishtacos”. Questi ultimi erano antiche figure mitologiche, mostri che uccidevano i giovani per rubare il loro grasso, in una versione post “conquista” il grasso serviva per far funzionare una macchina mostruosa chiamata “Spagna”. Da lì al commercio di organi il passo era breve.
Nel corso della mattinata le notizie arrivavano con sempre maggiori dettagli, le scuole dove i bambini sparivano si moltiplicavano, venivano segnalati gli indirizzi dove si erano allestite veglie funebri per i bambini morti e senza occhi. A poco a poco un’intera città perse la famosa trebisonda. I genitori correvano a scuola a prendersi i figli, la gente guardava con sospetto le persone dai capelli chiari e ci furono vere e proprie scene di panico e tensione (il mio compagno che aveva capelli chiari fu inseguito mentre passava in moto, da una torma di gente esasperata). Il comune fu obbligato a mandare a verificare le varie denunce e poi a far girare macchine con altoparlanti per tranquillizzare la popolazione e dichiarare che tutte le notizie erano assolutamente false. A sera tornammo alla normalità e tutti si resero conto dell’assurdo della questione e molti dirigenti popolari, che presi dal panico, erano corsi a scuola a prendere i figli, si vergognarono. Il fenomeno collettivo che aveva coinvolto in poche ore 250.000 persone fu studiato da sociologi e psicologi di massa, ci furono talk show dove si cercò di capire; la crisi politica ed economica fu valutata alla base del fenomeno di “follia collettiva”.
Fu impressionante.
Posso dirlo perché “Io c’ero”.
Pensavo allora di non dover assistere a nulla di simile nella mia vita futura. Ma come scrive l’argentino Borges al destino piacciono le ripetizioni, se pur con varianti, ed ecco che ora assisto a questa nuova “psicosi di massa” fomentata dall’antisemitismo. Dal 7 ottobre in poi assistiamo progressivamente al dilagare di questo fenomeno estremo, non parlo solo dei cosiddetti “Propal”, ma di persone con cui negli anni abbiamo vissuto fianco a fianco in serena consuetudine, il barista, il professore di nostro figlio, la parrucchiera, i colleghi, i compagni di partito e così via. Abbiamo assistito a manifestazioni di migliaia di persone, che mai erano scese in strada quando i loro stessi diritti erano lesi. Persone che hanno continuato a gridare “libertà dal fiume al mare”, senza sapere quale fiume e quale mare, signore perbene che hanno insultato chi non voleva utilizzare il termine “genocidio” per quanto accadeva a Gaza, e non perché non si condividesse l’orrore dei poveri gazawi stretti tra le politiche di Netanyahu ed i tagliagole di Hamas, insegnanti che sbraitano contro il nazi sionismo…..
Viviamo negli ultimi giorni tutte le alterazioni di questa “Memoria” travolta e calpestata dalla confusione storica ed etica.
Ecco io mi sono svegliata una mattina e mi sono ritrovata invasa dai “cattivi Sionisti”.
Ora sono qui in attesa che sociologi e psicologi di massa mi spieghino il fenomeno. E mi auguro che finita la nottata si ritorni alla normalità e che i dirigenti che si sono fatti trascinare da questa sorta di malia, se ne vergognino.
M. R.
NES Noi Ebrei Socialisti
NES Noi Ebrei Socialisti
Per leggere Il Manifesto (clicca qui)
Seguici: Blog NES - Canale WhatsApp NES
Per info scrivi a +39 352 078 3041 (WA) o gherush92@gmail.com
Data: 2026-01-28
Autore: NES Noi Ebrei Socialisti

Commenti
Posta un commento