ELEZIONI PER IL CAMBIAMENTO


ELEZIONI PER IL CAMBIAMENTO
"finalmente posso scegliere"
In ebraico diciamo:
זה מה יש
Questo è quello che c'è. 
Anche nella scelta.
Ma è bello e importante poter scegliere.

In questa giornata solenne e piena di speranza pubblichiamo il breve e commovente passo di Etgar Keret su Il Corriere della Sera del 26 ottobre 2026.
Buona Lettura!
NES Noi Ebrei Socialisti
Gherush92 Comitato per i Diritti Umani

*** *** ***

Il pranzo e la cena che mia madre preparava per noi figli ogni giorno, quando eravamo ancora piccoli, erano attentamente architettati come la trama di un racconto avvincente. Si iniziava con i classici – insalata, patate, riso, piselli – ma l’epilogo restava invariabilmente aperto, e coincideva con la scelta fatidica del protagonista.
Noi figli non avevamo voce in capitolo per quel che riguardava il piatto principale, ma sapevamo che ogni pasto si sarebbe concluso con «dolci a scelta», un termine che mia madre aveva con ogni probabilità incontrato a un matrimonio o al buffet di un albergo.

Da piccola, mia madre aveva patito la fame, dapprima nel ghetto e successivamente in una serie di orfanatrofi spartani in Polonia e in Francia, e pertanto mi è difficile immaginare che le sia mai capitata, in tutta la sua infanzia e adolescenza, la fortuna di poter scegliere che cosa mangiare. Forse proprio per questo motivo voleva offrire un tale privilegio ai suoi bambini: la libertà di scegliere.

I «dolci a scelta» consistevano per lo più in una scodella di budino istantaneo e uno stampo di gelatina alla frutta che ci aspettavano in frigorifero. Nessuno si illudeva minimamente che il dolce sarebbe stato qualcosa di eccezionale, la cosa importante era la possibilità di scegliere. Una gelatina dalla consistenza di muco? Un budino con più grumi di un cuscino bitorzoluto? Che importanza poteva mai avere l’impatto più o meno gradevole sulle nostre papille gustative quando il tutto era condito dalla crema straordinaria della libera scelta?

Mia madre ci ha lasciato da sette anni, ma oggi è il giorno delle elezioni in Israele — la festa nazionale della scelta — e pur non aspettandomi nessuna selezione di dolci al termine di questa tornata elettorale, mi resta pur sempre la libertà di scegliere. Proprio come le blande opzioni della mia infanzia, nessuno dei candidati alla carica di primo ministro che mi fissano dal ripiano del frigorifero mi sembra particolarmente appetitoso e, se devo essere sincero, alcuni di loro non sembrano neppure idonei al consumo umano. Eppure, in vista di quel momento, mi sento invadere dalla ben nota trepidazione dei giorni andati.

Dopo essere stati costretti, per quattro anni, a mandar giù il rancio amaro conosciuto sotto il nome di «realtà israeliana», ecco che finalmente posso esercitare il mio potere. Non sarà un vero potere, lo ammetto, ma finalmente posso scegliere, riducendo tutte le opzioni poco entusiasmanti che ho davanti a un’unica decisione, e riassaporando la sensazione nostalgica ed inebriante di un uomo che, per un unico e glorioso istante, sa di poter finalmente impartire una svolta alla propria vita.



NES Noi Ebrei Socialisti

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Data: 2026-10-27
Autore: NES Noi Ebrei Socialisti

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